La temperatura giusta è la più bassa che mantiene il comfort
Con i termosifoni non esiste un valore perfetto per tutte le case. Molti impianti a radiatori lavorano nell’area 55-65 °C, ma una caldaia a condensazione può spesso scendere a 45-55 °C se isolamento e radiatori lo permettono. L’obiettivo non è inseguire il numero più basso: è trovare la mandata minima che mantiene la temperatura ambiente desiderata.
Risposta rapida: se l’impianto funziona già, parti dal valore attuale e prova a scendere di 5 °C alla volta. Se la casa continua a raggiungere il setpoint anche nelle ore fredde, la nuova impostazione è più efficiente. Se non lo raggiunge, risali di uno step.
In questo articolo
- 1Temperatura di mandata: cos’è e cosa non è
- 2Quanti gradi impostare: i valori indicativi più utili
- 3Caldaia a condensazione: perché abbassare può far risparmiare
- 4Come trovare la temperatura giusta senza andare a caso
- 550, 60 o 70 °C: cosa cambia davvero
- 6Mandata e ritorno: il dato che conta per la condensazione
- 7La soluzione migliore non è un numero fisso: la regolazione climatica
- 8Gli errori più comuni quando si regola la caldaia
- 9Quando fermarsi e chiamare il tecnico
1Temperatura di mandata: cos’è e cosa non è
La temperatura di mandata è la temperatura dell’acqua quando esce dalla caldaia e viene inviata ai termosifoni. Non è la temperatura della stanza e non è nemmeno quella dell’acqua calda sanitaria di doccia e rubinetti.
La distinzione conta perché sul display della caldaia possono comparire valori molto diversi senza che ci sia un’anomalia: 19-20 °C possono essere il setpoint ambiente del termostato, 45-50 °C la temperatura dell’acqua sanitaria e 50-65 °C la mandata del circuito di riscaldamento.
Termostato ambiente
19-20 °C
Misura l’aria della stanza e decide quando chiedere calore.
Mandata riscaldamento
variabile
È l’acqua inviata a radiatori o pavimento radiante.
Acqua sanitaria
separata
Riguarda rubinetti e doccia, non la resa dei termosifoni.
Quando cerchi quindi “temperatura caldaia termosifoni”, il valore da regolare è quello del circuito di riscaldamento. Se il manuale distingue l’icona del radiatore da quella del rubinetto, devi intervenire sulla prima.
2Quanti gradi impostare: i valori indicativi più utili
Non esiste un valore universale. I costruttori stessi pubblicano riferimenti diversi perché contano isolamento, dimensione dei radiatori, temperatura esterna, portata dell’acqua e tipo di generatore.
Immergas indica come riferimento circa 60-65 °C per un impianto a termosifoni e 35-38 °C per un impianto a pavimento. Ariston suggerisce una mandata attorno ai 60 °C per un impianto autonomo con radiatori. Vaillant sottolinea invece che una caldaia a condensazione può lavorare nell’area 45-55 °C quando edificio e terminali lo permettono.
| Situazione | Zona di prova indicativa | Come interpretarla |
|---|---|---|
| Casa ben isolata, radiatori generosi, caldaia a condensazione | 45-55 °C | Può bastare, soprattutto nelle mezze stagioni. |
| Impianto a radiatori comune | 55-65 °C | È una fascia pratica da cui partire per trovare il minimo utile. |
| Casa dispersiva o radiatori piccoli | 60-70 °C o quanto richiesto dal progetto | Può servire più temperatura nelle giornate fredde. |
| Pavimento radiante | circa 35-38 °C | Il valore reale dipende da progetto, miscelazione e regolazione. |
Questi non sono valori di legge né setpoint obbligatori. Il manuale della tua caldaia e il progetto dell’impianto hanno sempre priorità. Il criterio corretto è cercare la temperatura più bassa che mantiene la casa al setpoint anche nelle ore più fredde.
3Caldaia a condensazione: perché abbassare può far risparmiare
Una caldaia a condensazione recupera parte del calore contenuto nei fumi. Per farlo bene è importante soprattutto che la temperatura di ritorno, cioè quella dell’acqua che rientra in caldaia dopo avere attraversato i radiatori, rimanga sufficientemente bassa.
Caleffi evidenzia che il rendimento delle caldaie a condensazione cresce al diminuire della temperatura di ritorno. Vaillant spiega allo stesso modo che temperature di mandata e ritorno più basse aumentano la quota di funzionamento annuale in regime di condensazione.
Per questo non ha senso tenere 70-75 °C tutto l’inverno se la casa raggiunge tranquillamente il comfort con 55-60 °C. Una mandata più bassa tende ad abbassare anche il ritorno, riduce le perdite lungo le tubazioni e permette al generatore di lavorare più a lungo in condizioni favorevoli alla condensazione.
Il contrario è altrettanto importante: abbassare troppo non è un risparmio se la casa non arriva mai alla temperatura desiderata. In quel caso la caldaia può rimanere accesa molto a lungo senza soddisfare il carico termico.
4Come trovare la temperatura giusta senza andare a caso
Se l’impianto funziona già, non serve partire da un numero preso da Internet. Il metodo più utile è usare l’impostazione attuale come riferimento e scendere gradualmente.
- Annota il valore attuale della temperatura di riscaldamento, così puoi tornare indietro.
- Lascia invariato il termostato ambiente e, durante il test, evita di cambiare contemporaneamente orari e valvole.
- Riduci di circa 5 °C usando soltanto il comando utente previsto dal manuale.
- Aspetta un ciclo completo: non giudicare il risultato dopo dieci minuti. Osserva la stanza più difficile da riscaldare per alcune ore o, meglio, durante una giornata con meteo relativamente stabile.
- Se tutte le stanze raggiungono il setpoint senza problemi, puoi provare un ulteriore piccolo abbassamento.
- Se una stanza non arriva più alla temperatura desiderata, torna al valore precedente oppure verifica se il problema riguarda quel radiatore.
Se un termosifone resta freddo in alto, gorgoglia o scalda molto meno degli altri, alzare la mandata dell’intera casa può mascherare il problema senza risolverlo. Prima controlla la guida su termosifoni che non scaldano e sfiato.
550, 60 o 70 °C: cosa cambia davvero
I numeri più cercati sono 50, 60 e 70 °C, ma vanno letti come livelli di potenza termica dell’impianto, non come voti di efficienza.
50 °C
Favorisce il lavoro a bassa temperatura e può essere ottimo per una caldaia a condensazione, ma non è detto che basti in una casa dispersiva o con radiatori piccoli.
60 °C
È un compromesso frequente con radiatori tradizionali: Ariston lo usa come riferimento pratico e Immergas colloca poco sopra la fascia indicativa per i termosifoni.
70 °C
Aumenta la potenza resa dai radiatori e può servire nelle giornate più fredde o in edifici molto dispersivi, ma non va tenuta così per abitudine se l’impianto mantiene il comfort a valori inferiori.
La stessa casa può quindi avere bisogno di 50-55 °C in ottobre e marzo, 55-60 °C per gran parte dell’inverno e più temperatura soltanto durante le giornate più fredde. È proprio il motivo per cui ENEA consiglia la termoregolazione climatica invece di una mandata fissa per tutta la stagione.
6Mandata e ritorno: il dato che conta per la condensazione
La mandata è l’acqua calda che parte dalla caldaia; il ritorno è l’acqua che rientra dopo avere ceduto calore ai radiatori. La differenza fra i due valori viene spesso chiamata ΔT dell’impianto.
Per l’utente domestico non esiste però un ΔT universale da inseguire modificando pompa o parametri tecnici. Il valore dipende dal progetto, dalla portata, dalle valvole termostatiche, dal numero di radiatori aperti e dal carico del momento.
Il concetto utile è più semplice: una caldaia a condensazione beneficia di un ritorno più freddo. Se il tuo display mostra anche la temperatura di ritorno puoi osservarla, ma non modificare velocità del circolatore o parametri di servizio soltanto per forzare una differenza maggiore.
7La soluzione migliore non è un numero fisso: la regolazione climatica
ENEA mette la temperatura di mandata al primo posto fra i consigli per usare meglio il riscaldamento. Il problema di un valore fisso è evidente: una casa non ha lo stesso fabbisogno con 12 °C esterni e con 0 °C.
Con una sonda esterna e una regolazione climatica, la caldaia può abbassare automaticamente la mandata quando fuori è mite e alzarla quando la temperatura scende. ENEA spiega che una variazione della mandata di 10 °C può incidere sensibilmente sui consumi e che la regolazione climatica è particolarmente importante con caldaie a condensazione e pompe di calore.
Ariston descrive lo stesso principio: la sonda esterna permette al generatore di adattare potenza e temperatura di mandata alle condizioni reali. Se stai valutando anche termostato e valvole, consulta la guida al riscaldamento intelligente con termostato Wi‑Fi e valvole smart.
8Gli errori più comuni quando si regola la caldaia
- Confondere mandata e acqua sanitaria: abbassare il rubinetto non cambia la temperatura dei radiatori.
- Cambiare tre impostazioni insieme: se modifichi mandata, termostato e orari nello stesso giorno non capisci cosa ha funzionato.
- Giudicare dopo pochi minuti: muri, mobili e radiatori hanno inerzia termica; serve tempo per vedere l’effetto reale.
- Tenere 70 °C tutto l’anno “per sicurezza”: è inutile se la casa raggiunge il setpoint con meno.
- Abbassare troppo per inseguire la condensazione: il comfort resta il vincolo principale.
- Alzare la mandata per compensare un radiatore difettoso: prima verifica aria, valvole, portata e bilanciamento.
- Entrare nel menu tecnico: parametri di combustione, circolatore e tarature di servizio non sono regolazioni da provare a tentativi.
9Quando fermarsi e chiamare il tecnico
La regolazione della temperatura utente è semplice soltanto quando il manuale identifica chiaramente il comando del circuito di riscaldamento. Fermati e chiedi assistenza se:
- la caldaia mostra errori o va spesso in blocco;
- la pressione varia in modo anomalo o richiede rabbocchi frequenti;
- alcuni radiatori restano molto freddi anche con valvole aperte;
- la casa non raggiunge il setpoint nemmeno con la mandata prevista dal manuale;
- non sai se stai modificando una regolazione utente o un parametro di servizio;
- hai un impianto con miscelatrice, più zone, pavimento radiante o configurazioni ibride che richiedono una taratura coordinata.
Per manutenzione, controllo fumi e responsabilità dell’utente puoi consultare anche la guida su manutenzione della caldaia e controllo fumi.
Il criterio che evita gli sprechi
Non chiederti “qual è il numero perfetto?”, ma “qual è la temperatura minima che fa arrivare la stanza più difficile al setpoint nelle condizioni di oggi?”. È questo il valore utile da cercare.
Conclusione
Per i termosifoni, 60 °C è un riferimento frequente ma non una regola. Alcune case con caldaia a condensazione lavorano bene a 45-55 °C, altre richiedono 60-65 °C e gli edifici più dispersivi possono avere bisogno di temperature superiori nelle giornate fredde.
La strategia migliore è ridurre gradualmente la mandata finché il comfort resta invariato. Se possibile, una regolazione climatica fa questo lavoro in automatico e adatta l’acqua dell’impianto alla temperatura esterna, evitando di mandare sempre acqua troppo calda ai radiatori.
Fonti tecniche consultate
- ENEA — temperatura di mandata e termoregolazione climatica
- Immergas — valori indicativi per termosifoni e pavimento radiante
- Vaillant — temperatura acqua termosifoni e caldaie a condensazione
- Ariston — temperatura di mandata, termostato e radiatori
- Viessmann — come impostare la temperatura di mandata
- Caleffi — efficienza degli impianti con caldaie a condensazione